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giovedì 9 gennaio 2020

Li ho sentiti piangere

Stasera meditazione di gruppo al Centro yoga. Abbiamo praticato la Happiness Meditation. E’ un tipo di meditazione speciale. invita alla felicità, viene praticata con sacrificio, attenzione al respiro e, metodicamente, verso il mondo intero, verso quell’inconscio collettivo che è ovunque, non ha spazio, non ha tempo e luogo, è energia. Alla fine della meditazione vibravo, ero connesso con tutto, con tutti, con il vivente e il non vivente, difficile da spiegare, a volte le parole sono un limite. Vibravo e ho sentito i pianti e le grida degli animali bruciati, morti, assetati e affamati in Australia nello specifico, poi ovunque su Gaia. Li ho sentiti piangere e ho provato un dolore aperto, vibrante appunto, un dolore viscerale, ho pianto, dentro e fuori di me. 

E’ stata un esperienza mai provata, potente, inaudita. Nella felicità provocata dallo stato di meditazione ho sentito il dolore. Conosco bene il dolore, per tempo l’ho chiamato “il mio amico dolore”, ci convivevo e me l’ero fatto amico perchè era parte di me, del mio quotidiano, inutile lottarci ancora, lasciai stare e lo accettai, appunto, come un amico. Ma il dolore aperto che ho sentito stasera è stato altro, una roba nuova, non ero felice in maniera canonica (per quello che significa) ero “aperto”. Come ho scritto precedentemente le parole hanno dei limiti, in questo momento si mostrano con i loro handicap, sono solo parole e certe volte non bastano. Il mio cuore e il mio animo sono qui e altrove. Il pianto degli animali risuona e mi vibra dentro. I miei occhi sono umidi, eppure non sento impotenza, non sento disperazione perchè non posso fare altro che mandare la mia energia e il mio “sentire” là, qui, dove vuole andare va. Il mio sentire e il mio amore, la mia gioia e il suono del pianto degli animali sono tutt’uno. Sono dove stanno, è una certezza, è un fatto certo e lo accetto. 

Sono felice (per quello che significa)? Si. Sono disperato (per quello che significa)? Si. Le mie lacrime salate parlano più delle parole e il corpo manda segnali. La mia sensibilità acuita sente il grido di dolore del mondo animale. Ho idealmente abbracciato tutti loro, tutte le femmine e i maschi delle specie animali che piangono. 
Farò attenzione da adesso in poi a nutrirmi di animali morti. 
Piangono e soffrono. 
E non è giusto.
Tiziano Gioiellieri



2 commenti:

  1. Bravo, Tiziano!Dimostri sempre una sensibilità particolare, e con la tua scrittura non costruita riesci a comunicare il tuo pensiero. E' sembrato anche a me di sentire gli animali piangere.

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