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sabato 20 giugno 2020

Scolpire il web (di Tiziano Gioiellieri)

Nota  Questo elaborato è stato scritto sulle pagine vuote alla fine dell'edizione Mondadori di uno dei libri più belli che abbia letto finora: "Neuromante" di WilliamGibson. Non l' ho ancora finito, la percezione di avere tra le mani e negli occhi un capolavoro è forte. Che vita sarebbe senza il cyberpunk? Grazie Maggie, tu sai perché.

Ho in mano un regalo, una biro marca Ducati; oggetto complesso, non serve solo per scrivere. Composta in due parti come una stilografica ha nelle estremità un gommino per il touch screen e una luce cliccabile, quando si accende è blu. La biro è rossa e nera rifinita in bianco, fa design, nà figata.

In casa, guardo attraverso la finestra la luce crepuscolare che inonda la stanza. Alle otto e mezza della sera di fine giugno il giorno si spegne con odori, sapori e luci tenue, per lo più rosso rosa.
Davanti alla console del PC seduto a schiena dritta mi lecco le labbra e aspiro forte l’ennesima Lucky Strike, mi dedico, sono pronto.
Creare un website ha un “qualcosa” di michelangiolesco. Vedo un sito in costruzione come un blocco di marmo, un contenitore, una scatola vuota. Inizio a modificarne gli script partendo dai confini, so cosa uscirà a lavoro finito ma lo vedo solo nella mia anima. Come dite? L’equivalenza anima – website è azzardata? No, non lo è. L’anima si attiva nell'immaginazione, permette la costruzione dei layout, i colori, le caratteristiche. Poi vengono posizionati i contenuti. Passano le ore, a volte giorni dove le schermate di anteprima prendono e rubano lo stesso tempo degli script, dei codici da modificare. Una botta di scalpello di là, una di qua e vedo il sito nascere, crescere, prendere vita.
A lavoro ultimato, nell'attesa del click on line c’è sempre la stessa emozione. 
Quell'attimo prima di.

Prima di, un orgasmo.

Prima di, mentre la palla è in aria dopo uno sparo da tre punti a basket.

Prima di, mentre trovi la vena e spingi a fondo lo stantuffo di una spada quando ti inietti una droga.

Prima di, mentre aspetti che ti salga l’anestesia sul tavolo operatorio.

Prima di, mentre la pallina gira nella roulette con il banco in tavola e aspetti.

Prima di, fate come vi pare, tanto avete capito.

Prima del click, tac, on line. Bam! Lo schermo del PC sembra più bello e luminoso del solito. Socchiudo le palpebre modello Berlusconi attuale perché l’emozione è forte. Poi spalanco gli occhi e mi compiaccio.
Le anteprime diventano inutili. Sono appagato, la sana tensione accumulata è diventata altro, sono calmo.
Cos'ha provato Michelangelo quando ha dato l’ultimo colpo di scalpello dopo aver denudato la pietà dal blocco di marmo?



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