Benvenute/i. Questo è il BLOG dell’Associazione Ippogrifo Imola vivere la scrittura (Associazione culturale e ricreativa). Noi scriveremo. Voi potete commentare e avviare chiacchierate condivise.

giovedì 7 gennaio 2021

Assassino di virus (di Tiziano Gioiellieri)

Una delle cose che mi da più gusto quando faccio manutenzione a un PC è trovare virus. Ha ragione il buon MrRobot, se è lì un motivo ci dev'essere. Un virus non è un bug, è arrivato da qualche parte perché qualcuno l’ha mandato, si è insinuato, spesso dorme. Lo cerco, lo becco e prima di metterlo in quarantena lo osservo. I trojan in particolare hanno le loro caratteristiche; nascondono il loro funzionamento all'interno di un altro programma apparentemente utile e innocuo: l'utente, eseguendo o installando quest'ultimo, in effetti attiva anche il codice del trojan nascosto. Ce ne sono tanti tipi, quello che ho trovato oggi è un Adware. Non sempre sono gravi, sono per lo più dei rompicoglioni che aprono pop-up nel browser e indicizzano tutte le ricerche, con notevoli rallentamenti nella navigazione. Tracciano il malcapitato per dirigerlo a siti appositi, pubblicità e cose così. Tracciano la cronologia delle ricerche, insomma, rompono il cazzo. Divertente è osservarne le caratteristiche, metterli alla prova. I trojan (quelli seri) una volta scoperti tentano di mimetizzarsi in chiavi di registro. Qui bisogna stare attenti perché se la mutazione avviene il rischio è che rimuovendolo si comprometta il sistema, si attacca ad altre Key e tenta di nascondersi dentro di esse. Cosa straordinaria è che a un occhio poco esperto alla scansione successiva scompaiono. Solo che se alla console c’è uno bravo (lo sono diventato bravo, un bel po’) li trova. Ho i miei modi e non li condivido, è roba privata. 
A volte (come oggi) ci gioco. Un sistema per non farli scomparire è far finta di non averli trovati. Gli "do la molla" e poi appena si attiva lo blocco. C'è una sensazione godevole nell'osservarlo in vita e poi ucciderlo. Divento un assassino di virus. Un po’ mi dispiace, vedo i virus vivi, tentano di scappare, divincolarsi e invece Gnam! Me li magno. Un coltellata secca, un fendente. Un colpo di pistola dritto in fronte Non muoiono subito e vanno in quarantena. Riavvio il sistema e dopo aver fatto caricare i servizi essenziali li finisco.
Chissà dove vanno i virus eliminati. Ci sono diverse teorie in merito. Molte sono teorie applicate quindi pratiche.

Sono un romantico. Mi piace pensare che diventino come lacrime nella pioggia.

TGioiellieri




martedì 24 novembre 2020

- CANTI - (di Luciano Poli)

Andremo a foglie presto 

Spaesati come sempre

Tinti di leggerezza e d'oro.

Staremo lì prima che s'alzi il vento

In attesa delle dita di un bimbo

Di cuori silenziosi e stanchi.

Ci manchi se a noi non torni

Fra una risata e un pianto

A regalarci con le fattezze, il senso.


(foto dell'autore)


lunedì 16 novembre 2020

L’uomo che ama la montagna (di Fabio Gioiellieri)

Un amico di Ippogrifo ha scritto un racconto per celebrare il compleanno di un suo caro amico.
Associazione Ippogrifo, Vivere la scrittura è lieta di condividerlo


Bambino:- Babbo babbo, guarda lassù, le montagne sono bianche.

Padre:- Si, quella è la neve!

B:- Che cos’è la neve?

P:- La neve è il ringraziamento che la montagna dà all’uomo che tanto la ama.

B:- Che cosa vuol dire?

P:- Vedi piccolo mio, c’è un uomo che vive ai piedi delle montagne, abita da solo ma non è solo, ha tanti cani, ha tante biciclette e ha tanti attrezzi per lavorare nei boschi. Ogni giorno questo grande uomo, prende qualcosa dalla sua rimessa e scappa nei boschi delle montagne. Un giorno pedala, un giorno corre, un giorno cammina, un giorno zappa, un giorno taglia, insomma fa sempre qualcosa per dimostrare il suo amore per la montagna.

B:- Ma perché la montagna lo ripaga con la neve?

P:- Quando l’uomo anziano va nei boschi, suda tanto per la fatica, a volte sanguina e a volte piange. Allora la montagna raccoglie tutte le sue fatiche, le fa salire in cielo e gliele restituisce sotto forma di neve bianca, morbida, fresca.

B:- Ma tu lo conosci l’uomo della montagna?

P:- Si lo conosco, e tutte le volte che nevica me lo immagino pedalare nel silenzio ovattato mentre un sorriso gli segna il volto e una lacrima gli accarezza la pelle.

Auguri vecchio mio, ti voglio bene





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