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giovedì 3 ottobre 2019

Ancora (di Aldina Sommariva)

La poesia è spesso una faccenda notturna, di bruciori di stomaco che impediscono di dormire e di momentaneo deragliamento dai propri equilibri, almeno apparenti.
Aldina Sommariva 

Ancora più che in altri, in tre momenti
vorrei che ancora calda mi trovassi,
e ancora calda ti vorrei ospitare,
vorrei che nel mio sangue ti bruciassi.
Ti vorrei ancora calda in riva al mare
dopo essermi bagnata dentro al sole.
E ancora calda dopo un lungo sonno,
come uscita da un ventre che ricrea,
portata a te da un'umida marea
languida di una tiepida bonaccia.
E infine ancora calda delle braccia
di un altro, amore mio, ti vorrei amare.

Da "QUI DOVE PARLA SOLAMENTE IL MARE" 
Giugno 1998

Fonte foto: QUI
Aldina Sommariva è di origine milanese. Ha iniziato a scrivere in versi all’inizio degli anni ’90, dopo aver abitato in varie città sia in Italia sia all’estero. Da sempre affascinata dalla mitologia classica, è stata definita da Giuseppe Conte una poetessa mito-modernista, pur non essendosi mai sentita inquadrata in una particolare corrente. A cavallo tra la fine del ‘900 e l’inizio di questo millennio ha condotto insieme col cantautore e poeta Bruno Lauzi diversi recital di poesia. Suoi componimenti sono stati pubblicati su varie riviste, tra cui “Specchio” de La stampa e “Poesia” di Crocetti. Nel 2001 è stata a lei dedicata un’intera puntata della trasmissione radiofonica “Cortometraggi” (curata da Roberto Baracchini) sui poeti italiani contemporanei. Nel 2017 ha pubblicato per La Mandragora la raccolta “Poesie del malamore”. Attualmente risiede a Imola, dove ha tenuto alcuni corsi laboratoriali sulla scrittura creativa e sulle sue tecniche poetiche.

5 commenti:

  1. A me pare di un erotismo raffinato e potente.

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  2. [E infine ancora calda delle braccia
    di un altro, amore mio, ti vorrei amare]
    La bellezza

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  3. Ah, vorrei averla scritta io! E questo dice quanto mi piaccia.

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  4. Grazie a tutti. E' la mia risposta ai vari discorsi dell'altra sera sul ..."poliamore", anche se io non l'ho mai chiamato così, bensì - forse - libertà. E adattamento alla natura umana. Che purtroppo non può adattarsi (se davvero siamo sinceri con noi stessi) all'unicità.

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