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domenica 3 maggio 2020

Pensieri di fine fase uno - Quarantena 2020 (di Andrea Ricci)



Quotidianità. Un male o un bene? Cos’è la quotidianità? Qualcosa di ostile che ci pone in una dimensione senza tempo e senza sollievo, o un rifugio nel quale sentirsi cullati ed immuni dai mali esterni? La risposta non è universale e tantomeno scontata. Quando la nostra routine ci viene negata, sorge però in noi un senso di profonda insicurezza e solo allora riapprezziamo appieno il suo enorme valore. Ci sentiamo impotenti, spaesati. Eppure è proprio questo il momento migliore per lavorare sulla nostra quotidianità, cogliendone ogni dettaglio; togliere il superfluo, fortificare il fondamentale e costruire un equilibrio sul quale porre le fondamenta della nostra felicità.

Unione. A volte le sfide alle quali veniamo sottoposti son troppo grandi per essere oltrepassate da soli; a volte conta più il noi che l’io. È in queste occasioni che la potenza della cooperazione e della solidarietà vengono risaltate appieno. La forza dell’unione trova valore quando il bene comune è posto in primo piano rispetto al bene  individuale.  Tutti  insieme,  per  raggiungere  un  unico  traguardo,  un  unico  obiettivo;  nessuno  escluso, nessuno meno o più importante di qualcun altro. In  fondo,  cos’è  un  musicista  rispetto  ad  un’orchestra?  Cos’è  una  goccia  di  pioggia  in  confronto  ad  una tempesta?

Ambiente. L’ambiente è un argomento che viene affrontato fin troppo poco, per quanto questo sia fondamentale. Forse perché la lotta per salvaguardarlo è una lotta contro noi stessi; l’unica guerra nella quale possiamo fare sia la parte del nemico, che la parte dell’alleato. L’ambiente è il bene primario per eccellenza e l’uomo ne è il suo primo distruttore; eppure l’amore ed il rispetto per la propria casa dovrebbe essere qualcosa di indiscutibile ed essenziale. L’uomo e l’ambiente sono parte di un binomio inscindibile. La Terra è il luogo in cui siamo ospitati; ciò che riflette la qualità della nostra vita, la quale siamo gli unici in grado di regolare e determinare, in positivo o in negativo. Ammirate lo splendore di questo cielo; respirate a pieni polmoni quest’aria pulita. Sarà qualcosa del quale raramente potrete rigodere.

Regole. Spesso le regole vengono viste come create apposta per essere violate ed infrante. La mancanza di regole spesso è genialità, ma a volte è solo follia. Talvolta non esistono eccezioni alle regole; talvolta queste vanno seguite e rispettate passo dopo passo senza possibilità di ribellione. È buffo come ognuno voglia reagirne a suo piacimento, seguendo il proprio capriccio, quando tutto, persino l’universo, è soggetto ad obbedire a leggi eterne. Siate trasgressivi, accettate le regole. Che ci crediate o meno, a volte sono proprio queste che portano alla salvezza.

Affetti. La mancanza degli affetti. Degli amici di una vita e di chi, anche solo per qualche momento, ha lasciato il segno; di tutte quelle persone che riempiono la nostra giornata di gioie e di dolori. Viviamo in una situazione dove ogni rapporto è portato fino all’estremo; un estremo dove mancano condivisione, sguardi, contatto fisico. Una situazione che però risalta il vero valore delle persone e mette in luce chi riesce a far sentire la sua presenza; non per forza fisicamente, anche solo con il pensiero, anche solo in silenzio. Quei rapporti che non è necessario rincorrere, ma che nascono apposta per esserci e rimanere nel tempo.

Nucleo familiare. L’affetto per eccellenza; il più bello da riscoprire e riapprezzare giorno dopo giorno. La famiglia è la virtù che viene trasmessa generazione dopo generazione; una virtù dal valore universale e non quantificabile. La scuola di vita alla quale veniamo affidati per costruirne, col tempo, una tutta nostra. Lì dove ti viene insegnato rispetto e dedizione, ma dove si tende a dar per scontati i valori imparati. Lì dove trovano sfogo i peggiori difetti di ogni persona, ma dove anche quei difetti vengono apprezzati. Lì dove si cerca rifugio e protezione, ma dove paradossalmente si fa fatica a parlare. Lì dove si esagera, ma dove si viene sempre riaccolti senza mai essere giudicati. Lì dove ogni momento complicato trova sostegno, finché non ha soluzione.

Tecnologia. Sono più gli aspetti positivi o gli aspetti negativi della tecnologia? È uno strumento che porta aiuti rilevanti o è qualcosa che ci allontana dalla realtà? Un dibattito aperto, che probabilmente non avrà mai fine. Ritengo che la tecnologia sia un bene, se la si riesce a dosare e non ne si diventa sudditi e dipendenti; se sei tu ad usare lei e non lei ad usare te. In particolare in situazioni di emergenza, come quella che stiamo
vivendo, la tecnologia da la possibilità di non fermarsi e di colmare qualche vuoto. Studio, informazione, contatti; sono tutte cose, insieme a tante altre, che godono della presenza della tecnologia. Un aiuto per niente banale, nel salvaguardare passioni ed emozioni, senza dimenticare che il virtuale non può nemmeno avvicinarsi a ciò che il reale riesce a trasmettere.

Emozioni. In quanto esseri umani siamo vulnerabili e governati dalle emozioni; è incredibile come queste possano cambiare in poco tempo, sfuggendo completamente al nostro controllo. La spensieratezza lascia strada alla paura; la felicità cede il posto a rabbia e tristezza. Il tutto in una società dove le emozioni vengono scoraggiate. Una società dove essere emotivi diventa sinonimo di essere squilibrati ed instabili. Una società che elogia rigore e fermezza, come se fossimo macchine prive di sentimenti. Ma non ne siate succubi; non trascurate le vostre emozioni perché queste sono il collante della nostra personalità e rappresentano la sostanza e la ricchezza di ognuno di noi.

Nostalgia. Uno dei sentimenti predominanti in tutti i noi in questo difficile periodo. Una sofferenza, a tratti logorante, dettata dall’inappagato desiderio di tornare alle nostre abitudini quotidiane. Il lavoro, lo studio, gli affetti, lo sport. Il ritorno immaginario a tutte quelle cose che prima sembravano scontate ed ora assumono un valore enorme; attimi fondamentali della nostra routine giornaliera, che diventano improvvisamente solo un ricordo, dolce e amaro allo stesso tempo. Quindi, mi chiedo, perché attendere che l’istante divenga ricordo prima di apprezzarlo appieno?

Abbraccio. Un gesto semplice, del quale spesso si sottovaluta la potenza. Un magico momento dove il respiro si blocca per la portata dell’emozione, dove non si ha più la percezione del tempo e dove comprensione ed affetto trovano la completa realizzazione. La creazione di tutt’uno; la costruzione di una roccaforte dove ansia e timori non hanno il diritto di entrare. Abbracciatevi, quando questo tormentato periodo sarà finito; non c’è cosa più bella e rilassante di buttarsi e perdersi nelle braccia di una persona alla quale vogliamo bene.
Andrea Ricci
(Facebook QUI)

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